Art. 62 ex D.L. 'Liberalizzazioni'

Ritardi di pagamento: la sovrapposizione delle normative (art. 62 e Direttiva Late Payment) che disciplinano il ritardo dei pagamenti ha creato forti dubbi poiché i due provvedimenti pongono regole diverse fra loro.


Come è noto l'art. 62 del Decreto CresciItalia, in vigore dal 24 ottobre 2012, disciplina il ritardo dei pagamenti nelle cessioni di prodotti agroalimentari.

Il 1 gennaio 2013 è entrata in vigore la nuova disciplina generale che ha recepito la Direttiva Comunitaria Late Payments, sul ritardo nei pagamenti per tutte le transazioni commerciali (D.Lgs. n. 231/02, come modificato dal D.Lgs. n. 192/12 di recepimento della Direttiva Europea n. 2011/7/UE - di seguito “Decreto”).
La sovrapposizione delle due normative ha creato forti dubbi poiché le stesse pongono regole diverse e incompatibili.

Ma questo è solo l’ultima tappa di un articolato percorso normativo che ha portato alla situazione attuale.

 

16/02/2011

Il Parlamento e Consiglio Europeo emanano la  Direttiva “Late payment” (7/2011) per disciplinare i ritardi di pagamento negli Stati Membri (da recepire entro marzo 2013).

La direttiva indica termini di pagamento, specificando che nel BtB i termini possono essere derogati con accordo scritto tra le parti. A condizione che l’accordo non sia iniquo per una delle parti.

24/01/2012

Viene emanato dal Governo Monti, nel Decreto Liberalizzazioni, l’Articolo 62 “Disciplina delle relazioni commerciali nella filiera agroalimentare”.

Sono previsti:

1) forma scritta dei contratti;
2) divieto di pratiche commerciali scorrette;
3) termini inderogabili di pagamento: 30 gg per il deperibile e 60 gg per il non deperibile.

24/03/2012

 

Il Decreto Sviluppo viene convertito in legge.

Nella filiera alimentare, le imprese adottano gli adeguamenti (organizzativi, tecnici, commerciali) necessari ad assicurare il rispetto della nuova disciplina. Tra le misure adottate, investimenti sui sistemi e ridefinizione di alcune condizioni nelle relazioni con la Gdo (a valle) e con i fornitori di materie prime (a monte).

08/10/2012
L’articolo 62 prevede un Decreto Attuativo, la cui emanazione deve avvenire di concerto tra il MIPAAF e il MISE. La bozza predisposta dai due ministeri viene sottoposta al Consiglio di Stato che esprime parere favorevole.
19/10/2012 

 

Viene emanato il Decreto interministeriale applicativo
09/11/2012

L’Italia recepisce la Direttiva Europea “Late payment” (D.Lgs. n. 231/02, come modificato dal D.Lgs. n. 192/12 di recepimento della Direttiva Europea n. 2011/7/UE - di seguito “Decreto”).

Le misure previste dal Decreto Late Payment hanno diverse incompatibilità rispetto a quanto previsto dall’articolo 62:

  • Il Decreto prevede il termine di pagamento di 30 giorni, mentre l'Art. 62 prevede, per i prodotti non deteriorabili, il termine di 60 giorni.
  • Il Decreto prevede che il termine di pagamento decorra dal ricevimento della fattura o della merce, mentre l'Art. 62 prevede che decorra dall'ultimo giorno del mese di ricevimento della fattura.
  • Il Decreto prevede che il termine legale possa essere esteso convenzionalmente e che possa anche superare i 60 giorni, mentre l'Art. 62 prevede l'inderogabilità dei termini.
  • Il Decreto sancisce espressamente la nullità delle clausole contrattuali con esso contrastanti, mentre l'Art. 62 non prevede espressamente alcuna forma di invalidità.
  • L'Art. 62 prevede sanzioni amministrative pecuniarie (tra 500 ed 500.000 euro) a carico del cessionario che non paghi tempestivamente, mentre il Decreto non prevede conseguenze amministrative. Il contrasto tra le due normative ha portato a chiedersi se la sopravvenuta disciplina generale del Decreto abbia superato ed abrogato la precedente disciplina speciale dell'Art. 62.
06/02/2013 
L’Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato (AGCM) emana il “Regolamento sulle Procedure Istruttorie in materia di disciplina delle relazioni commerciali concernenti la cessione di prodotti agricoli e alimentari”. Il regolamento descrive sia le modalità per la segnalazione all’AGCM di comportamenti in violazione della legge sia le procedure di svolgimento dell’istruttoria da parte dell’Autorità.
26/03/2013

A seguito del recepimento della Direttiva “Late payment”, la nota giuridica del Mise (Ministero dello Sviluppo Economico) afferma “tacita abrogazione” Articolo 62.

Il Ministero giunge a questa conclusione basandosi sostanzialmente su due argomenti. Il primo è il principio lex posterior derogat priori (la legge successiva abroga implicitamente le leggi precedenti con essa incompatibili); il secondo è il principio gerarchico (l'Art. 62 ha matrice meramente nazionale e, quindi, non può derogare al Decreto che, avendo matrice comunitaria, è gerarchicamente sovraordinato).

02/04/2013
La nota giuridica del Mipaaf (Ministero delle Politiche Agricole Alimentari Forestali) afferma invece la piena validità dell’Articolo 62 in quanto “norma speciale”, “norma nazionale ad applicazione necessaria” e rimanda anche al fatto che Direttiva europea fa salve normative nazionali che offrono maggior tutela per i creditori (inderogabilità dei termini).

 

Le interpretazioni contrapposte di Mise e Mippaf  creano gravi preoccupazioni e disorientamento delle imprese. Infatti dopo aver lavorato un anno – con costi ingenti – per adeguarsi alla legge (modificando i sistemi informativi e i documenti amministrativi, rivedendo le relazioni con i clienti e la contrattualistica) si trovano in una situazione di incertezza.

E non basta a mitigarla il fatto che l’articolo 62 ha avuto importanti effetti positivi sulla regolarità dei pagamenti, un fondamentale elemento di garanzia sul piano della gestione economico-finanziaria, in una fase drammatica per la mancanza di liquidità e per i rischi di insolvenza nei rapporti tra imprese.